Recensione: “Il robot selvaggio” – Il capolavoro d’animazione che farà piangere (e riflettere) tutta la famiglia

Ci sono film d’animazione che nascono per intrattenere e altri che, fin dalle prime inquadrature, si capisce che lasceranno un segno indelebile nel cuore degli spettatori. Il robot selvaggio (The Wild Robot), l'ultimo gioiello targato DreamWorks Animation e diretto dal candidato all'Oscar Chris Sanders (già regista di Lilo & Stitch e Dragon Trainer), appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

Roz e Beccofino in una splendida scena di Il robot selvaggio.
Fonte: | Cinema Paradiso


Tratto dal pluripremiato bestseller di Peter Brown, il film è un viaggio straordinario che parla di genitorialità, natura, tecnologia e, soprattutto, di cosa significhi davvero amare.

La Trama: Una madre insolita in un mondo selvaggio

La storia inizia con un naufragio. L'unità robotica ROZZUM 7134 – per gli amici "Roz" – si ritrova attiva su un'isola deserta e selvaggia, popolata solo da animali che la vedono come un mostro di metallo o una minaccia. Roz è programmata per aiutare e trovare compiti da svolgere, ma in quel paradiso naturale nessuno ha bisogno di lei.

Tutto cambia quando, per un tragico incidente, Roz si ritrova a dover proteggere un uovo di oca rimasto orfano. Quando l'uovo si schiude, nasce il piccolo Beccofino (Brightbill), che identifica Roz come sua madre. Da quel momento, il robot ha una missione vitale, ben al di fuori della sua programmazione originale: nutrire l'oculotto, insegnargli a nuotare e, soprattutto, insegnargli a volare prima che arrivi la migrazione invernale.

Perché piacerà ai bambini: Avventura, risate e animali furbetti

Nonostante i temi profondi, il film non dimentica mai di essere incredibilmente divertente e avventuroso. I bambini adoreranno le gag visive di Roz che tenta di "tradurre" i versi degli animali e, soprattutto, ameranno i personaggi secondari. Uno su tutti: Fink, una volpe solitaria, sarcastica e opportunista che finirà per diventare l'improbabile "co-genitore" di Beccofino insieme a Roz.

La foresta è viva, colorata e piena di imprevisti che tengono incollati allo schermo dall'inizio alla fine.

Il tocco per i genitori: Una lettera d'amore alla maternità (e alla paternità)

Preparate i fazzoletti, perché questo film colpisce dritto al cuore di ogni genitore. La transizione di Roz da macchina fredda e programmata a madre protettiva e amorevole è una delle metafore più potenti sulla genitorialità mai viste al cinema.

"Non ho nel mio database le istruzioni per farti da madre" dice a un certo punto Roz.

E la saggia opossum Pinktail le risponde: "Nessuno di noi le ha. Dobbiamo solo improvvisare."

Il film mostra con disarmante onestà le paure, i sacrifici e la fatica immensa di crescere un figlio, ma anche la bellezza dolorosa di doverlo, prima o poi, lasciare volare via con le proprie ali.

L'aspetto visivo: Un quadro in movimento

Visivamente, Il robot selvaggio è un'opera d'arte. Lo stile grafico abbandona la perfezione fredda della computer grafica classica per abbracciare un look caldo, che ricorda i dipinti a olio e le illustrazioni fatte a mano. Ogni fotogramma sembra un quadro impressionista che prende vita davanti ai vostri occhi.

Il verdetto di CinemaFamilyHomeTV

AspettoVotoCommento
Stile Visivo10/10Un'animazione poetica e pittorica che toglie il fiato.
Emozione10/10Impossibile non commuoversi. Un legame madre-figlio indimenticabile.
Adatto alle famiglie10/10Una visione obbligatoria per genitori e figli insieme.
  • Consigliato a: Famiglie con bambini dai 6/7 anni in su, ma caldamente raccomandato anche agli adolescenti e ai genitori da soli.

  • Dove vederlo: Disponibile per l'acquisto e il noleggio sulle principali piattaforme digitali (Prime Video, Apple TV, Rakuten TV, Google Play).




Voi lo avete già visto? Siete pronti a lasciarvi conquistare dal grande cuore di Roz? Scriveteci la vostra opinione nei commenti qui sotto!

                 

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